Rimuginare: cosa significa e come uscire dal giro dei pensieri
Rimuginare significa tornare di continuo sugli stessi pensieri senza arrivare a una conclusione. Perché succede, come riconoscerlo e cosa puoi fare per uscire dal giro.
Jevgeni Nietosniitty, esperienza in psicologia··6 min di lettura
Rimuginare significa tornare più e più volte con il pensiero sulla stessa questione, girandoci intorno senza arrivare da nessuna parte. Una frase detta in riunione, un messaggio rimasto senza risposta, una scelta che non ti convince: il pensiero riparte, si ferma sugli stessi punti e ricomincia da capo.
Capita a tutti, ed è umano. Il problema nasce quando quel giro dura ore, ti segue fino a sera e ti lascia più stanco di prima, senza averti dato una sola idea nuova. In questo articolo trovi cosa succede quando si rimugina, perché la mente ci ricade così facilmente e cosa puoi fare, in concreto, per uscirne.
Come ci si sente quando si rimugina
Rimuginare non sempre si riconosce subito, perché somiglia molto al pensare. Alcuni segnali tipici:
Rivedi mentalmente una conversazione per cercare cosa avresti dovuto dire
Immagini tutti i modi in cui una cosa potrebbe andare storta
Ti fai le stesse domande (“e se…?”, “perché l’ho fatto?”) senza trovare una risposta che ti basti
Fai fatica a concentrarti su quello che hai davanti, perché la testa è altrove
La sera, quando tutto si ferma, i pensieri diventano più rumorosi
Alla fine ti senti svuotato, ma la questione è ancora lì, uguale
Spesso il corpo segue la mente: spalle rigide, mascella serrata, un senso di agitazione che non trova sfogo.
Rimuginare o riflettere: dove passa il confine
Riflettere è utile. Ti porta da qualche parte: a una decisione, a una nuova prospettiva, a un passo da fare. Rimuginare invece gira su se stesso. Il contenuto può essere identico, ma la direzione è diversa.
Una domanda semplice aiuta a distinguerli: dopo dieci minuti di pensiero, ne so più di prima o mi sento solo peggio? Se la risposta è la seconda, probabilmente non stai riflettendo, stai rimuginando. Un altro indizio è il tipo di domanda: “cosa posso fare adesso?” apre una strada, “perché proprio a me?” di solito la chiude.
Quando un pensiero continua a girare in tondo, a volte basta uno spazio tranquillo per fermarti un attimo e guardarlo da fuori, al tuo ritmo.
Rimuginare non è un difetto di carattere. Ha delle ragioni, e conoscerle rende più facile non farsene travolgere.
L’illusione di avere il controllo
Pensarci ancora sembra un modo per prepararsi, per non farsi cogliere di sorpresa. In realtà raramente porta a una soluzione, ma dà la sensazione di “fare qualcosa” di fronte all’incertezza.
L’incertezza che non si chiude
Le situazioni aperte, come un’attesa, un conflitto non risolto o una risposta che non arriva, sono il terreno ideale. La mente cerca di chiudere il cerchio e, non potendo, ci riprova.
L’autocritica e il perfezionismo
Chi pretende molto da sé tende a rivedere ogni errore al microscopio. Il pensiero non cerca di capire, cerca il colpevole, e il colpevole sei sempre tu.
Stanchezza e momenti vuoti
Quando sei stanco, o quando la giornata si ferma, la mente ha più spazio per tornare sui suoi soliti binari. Non a caso molte persone rimuginano soprattutto la sera, a letto.
Come smettere di rimuginare, passo dopo passo
Non esiste un interruttore. Esistono però piccoli gesti che, ripetuti, rendono il giro meno automatico.
Dai un nome a quello che succede
Dirti “sto rimuginando di nuovo” crea un minimo di distanza. Non devi scacciare il pensiero, solo accorgerti che stai girando in tondo.
Chiediti se c’è qualcosa da fare
Se il pensiero porta a un’azione concreta, anche piccola, scrivila e decidi quando farla. Se non c’è niente da fare adesso, puoi riconoscerlo e lasciare andare la questione, almeno per ora.
Metti i pensieri su carta
Scrivere quello che ti passa per la testa, senza correggerlo, lo sposta fuori. Sul foglio i pensieri hanno un inizio e una fine, e spesso sembrano meno enormi.
Rimanda a un momento preciso
Alcune persone si danno un appuntamento fisso, venti minuti nel tardo pomeriggio, per pensare alle loro preoccupazioni. Se il pensiero arriva prima, lo annoti e lo rimandi a quell’orario. Sembra strano, ma toglie al pensiero la sua urgenza.
Sposta l’attenzione su qualcosa che ti assorbe
Una camminata, un lavoro manuale, una telefonata, cucinare: un’attività che chiede presenza interrompe il circuito meglio di qualsiasi sforzo di volontà.
Rimuginare ogni tanto fa parte della vita. Vale la pena chiedere un parere se il giro dei pensieri ti occupa ore ogni giorno, se ti toglie il sonno, se ti impedisce di lavorare o di stare con gli altri, o se arriva insieme a un umore molto basso che dura da settimane. In questi casi parlane con il tuo medico di base o con un professionista della salute mentale; anche il Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL è un punto di riferimento. Se ti senti sopraffatto e hai bisogno di parlare con qualcuno subito, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327. Se pensi di farti del male o sei in pericolo, chiama il 112.
Domande frequenti sul rimuginare
Rimuginare è normale?
Sì, capita a tutti, soprattutto nei periodi di incertezza o dopo un evento che ci ha colpito. Diventa un problema quando è frequente, dura a lungo e non porta da nessuna parte, se non a sentirti più stanco.
Perché rimugino soprattutto la sera?
Perché la giornata si ferma e non ci sono più distrazioni. La stanchezza rende anche più difficile prendere distanza dai pensieri. Se i pensieri ti tengono sveglio, trovi qualche idea in non riesco a dormire.
Rimuginare e ruminazione sono la stessa cosa?
Si somigliano molto. Spesso si usa “rimuginio” per i pensieri rivolti al futuro (“e se andasse male?”) e “ruminazione” per quelli rivolti al passato (“perché è successo?”). Ne parliamo nell’articolo sulla ruminazione mentale.
Si può smettere di rimuginare del tutto?
Probabilmente no, e non è nemmeno l’obiettivo. L’obiettivo è accorgerti prima di quando succede e trovare i tuoi modi per uscire dal giro più in fretta.
Trovi il quadro completo nella pagina dedicata all’overthinking. Informazioni affidabili sulla salute mentale sono disponibili su ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.