Questa pagina è un’informazione generale e non sostituisce la valutazione di un professionista.
Cos’è un attacco di panico
Un attacco di panico è un’ondata improvvisa di paura o di forte disagio che raggiunge il picco nel giro di pochi minuti e si accompagna a sintomi fisici intensi. Il corpo attiva il suo sistema di allarme, quello che serve a reagire a un pericolo, ma lo fa in un momento in cui non c’è nulla da cui scappare. È proprio l’assenza di una causa visibile a renderlo così spaventoso.
Nel linguaggio di tutti i giorni si parla anche di crisi di panico o, a volte, di attacco d’ansia. I termini si sovrappongono, ma l’attacco di panico ha alcune caratteristiche precise: l’inizio brusco, l’intensità e un picco che dura poco. Se vuoi capire meglio la differenza, trovi un approfondimento nell’articolo sull’attacco d’ansia.
I sintomi più frequenti
I sintomi cambiano da persona a persona, ma alcuni ricorrono spesso:
- Cuore che batte forte o accelerato, palpitazioni
- Fiato corto, sensazione di soffocamento o di nodo alla gola
- Dolore o oppressione al petto
- Vertigini, testa leggera, sensazione di svenire
- Sudorazione, tremori, brividi o vampate di calore
- Formicolii alle mani o intorno alla bocca
- Sensazione di irrealtà o di essere staccati da sé
- Paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire
I manuali diagnostici elencano tredici sintomi tipici: li trovi tutti, spiegati uno per uno, nell’articolo sui sintomi dell’attacco di panico.
Una cosa importante: dolore al petto e fiato corto possono avere anche cause mediche serie. Se li provi per la prima volta, se sono diversi dal solito o se hai un dubbio, chiama subito il 118 o il 112. Non dare per scontato che sia “solo panico”: un controllo in più non è mai tempo perso.
Cosa fare quando arriva
Durante un attacco l’obiettivo non è farlo sparire con la forza, cosa che di solito lo alimenta, ma attraversarlo finché l’ondata non scende da sola. Rallentare l’espirazione, appoggiare bene i piedi a terra, riportare l’attenzione su quello che vedi e senti intorno a te sono primi passi semplici che molte persone trovano utili. Non funzionano come un interruttore e non valgono per tutti allo stesso modo, ma possono rendere quei minuti meno disorientanti. Li trovi descritti, insieme ai segnali per cui chiamare il 118, nell’articolo cosa fare durante un attacco di panico.
Attacchi di panico notturni
A volte l’attacco arriva di notte e sveglia di colpo, con il cuore in gola e la sensazione di non respirare. È particolarmente disorientante, perché manca qualsiasi spiegazione e la mente, appena sveglia, va subito all’ipotesi peggiore. Anche in questo caso si attiva il sistema di allarme del corpo. Se gli episodi si ripetono, o se russi forte e ti svegli con la sensazione di soffocare, parlane con il tuo medico di base: i risvegli improvvisi possono avere anche altre cause, come le apnee notturne, che vale la pena escludere.
Dal panico all’agorafobia
Dopo uno o più attacchi è naturale voler evitare i luoghi in cui sono successi: il treno, il supermercato, la coda alla posta. Evitare dà sollievo sul momento, ma insegna al cervello che quel luogo era davvero pericoloso. Così la paura cresce e si allarga ad altre situazioni, fino a restringere la vita quotidiana. È uno dei modi in cui si sviluppa l’agorafobia, cioè la paura delle situazioni da cui sembra difficile uscire o ricevere aiuto. Ne parliamo nell’articolo sull’agorafobia.
Attacco isolato o disturbo di panico
Avere un attacco di panico non significa avere un disturbo di panico. Molte persone ne vivono uno o due in un periodo di stress e poi non ne hanno più. Si parla di disturbo di panico quando gli attacchi si ripetono in modo inatteso e lasciano dietro di sé una preoccupazione costante: la paura del prossimo episodio, o cambiamenti di abitudini per evitarlo. Distinguere tra le due situazioni spetta a un professionista, non a un elenco letto online.
Gli attacchi di panico non sono un segno di debolezza né un difetto di carattere. Spesso compaiono in un periodo di stanchezza, di cambiamenti o di carico prolungato, e hanno a che fare con il modo in cui il corpo reagisce all’allarme. Per questo il panico è strettamente legato all’ansia, un tema che puoi approfondire nella pagina dedicata.
Come si affrontano
Il disturbo di panico è un problema conosciuto e trattabile. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei trattamenti più studiati: aiuta a capire il circolo tra sensazioni fisiche e paura e, con gradualità, a tornare nelle situazioni evitate. In alcuni casi il medico può valutare anche un trattamento farmacologico. Quale strada scegliere è una decisione da prendere insieme a un professionista, in base alla tua situazione. Anche chi ti sta vicino può fare molto, semplicemente ascoltando senza giudicare e senza minimizzare.
Quando rivolgersi a un professionista
Vale la pena chiedere aiuto se gli attacchi si ripetono, se vivi con la paura del prossimo, se hai iniziato a evitare luoghi o attività o se il panico pesa sul lavoro, sullo studio o sulle relazioni. Un buon primo passo è il tuo medico di base, che può escludere cause fisiche e indirizzarti a un professionista della salute mentale o al Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL.
Se hai dolore al petto, fai fatica a respirare o hai sintomi che non hai mai avuto prima, chiama il 118 o il 112. In caso di pericolo immediato chiama il 112. Se hai bisogno di parlare con qualcuno, Telefono Amico Italia risponde allo 02 2327 2327, tutti i giorni 24 ore su 24, e Samaritans Onlus allo 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22. Se hai meno di 18 anni puoi chiamare Telefono Azzurro al 19696.
