Persone altamente sensibili: cosa significa essere PAS
Le persone altamente sensibili vivono stimoli ed emozioni con più profondità e intensità. Un tratto del temperamento, non un disturbo: cosa significa e come viverlo bene.
Jevgeni Nietosniitty, esperienza in psicologia··5 min di lettura
Le persone altamente sensibili, spesso abbreviate in PAS, sono persone che elaborano quello che vivono in modo più profondo e più intenso: stimoli, emozioni, atmosfere. Il concetto è stato descritto negli anni Novanta dalla ricercatrice americana Elaine Aron, che ha parlato di highly sensitive person per indicare un tratto del temperamento che, secondo le sue stime, riguarda circa una persona su cinque.
La parola chiave è tratto. Essere una persona altamente sensibile non è un disturbo, non è una diagnosi e non è qualcosa da correggere. È un modo di stare al mondo, valido quanto un altro, con i suoi punti di forza e le sue fatiche. Nella ricerca si parla anche di sensibilità all’elaborazione sensoriale; nel linguaggio di tutti i giorni si usano spesso ipersensibilità o alta sensibilità.
Cosa non è l’alta sensibilità
L’alta sensibilità viene spesso confusa con altre cose:
Non è timidezza. La timidezza è il timore del giudizio altrui. Si può essere molto sensibili e per niente timidi.
Non è introversione. Molte PAS sono introverse, ma secondo Aron circa un terzo sono estroverse. Le due cose possono coincidere, ma restano diverse.
Non è fragilità. Sentire con intensità non è un difetto di carattere né un’esagerazione.
Non è un disturbo. Non c’è una patologia dietro, ma una caratteristica stabile del temperamento.
Come si riconosce una persona altamente sensibile
Aron descrive l’alta sensibilità attraverso quattro caratteristiche che tendono a presentarsi insieme:
Elaborazione profonda: rifletti a lungo sulle cose, colleghi dettagli, cogli le sfumature
Facile sovrastimolazione: ambienti rumorosi, giornate piene o troppi impegni ti stancano prima degli altri
Intensità emotiva ed empatia: senti forte, per te e per gli altri, e percepisci lo stato d’animo di chi ti sta vicino
Sensibilità ai dettagli sottili: noti piccoli cambiamenti di tono, di luce, di atmosfera
In rete circolano molti test sulle persone altamente sensibili. Possono essere uno spunto per riflettere su di te, ma non sono uno strumento di valutazione e non c’è un punteggio da raggiungere: conta di più osservare come vivi le tue giornate.
Quando l’intensità di una giornata ti satura e hai bisogno di mettere ordine in quello che senti, uno spazio tranquillo, al tuo ritmo, può aiutarti.
È una frase che si sente spesso, e contiene una parte di verità. L’alta sensibilità porta con sé qualità preziose: empatia profonda, attenzione ai dettagli, creatività, capacità di cogliere ciò che gli altri non vedono, cura per i bisogni altrui. Molte persone altamente sensibili sono amici attenti, colleghi scrupolosi, persone a cui gli altri si rivolgono quando hanno bisogno di essere ascoltati.
Ma è giusto guardare anche l’altro lato: la stanchezza dopo molte ore di contatti sociali, la fatica negli ambienti caotici, la tendenza a rimuginare su una frase o un conflitto, una sensibilità particolare alle critiche. Né i punti di forza né le fatiche definiscono il tuo valore: sono le due facce dello stesso tratto.
Come vivere bene l’alta sensibilità
Rispetta i tuoi limiti di stimolazione
Non si tratta di evitare la vita, ma di dosarla. Dopo una giornata intensa, concediti tempo tranquillo senza sentirti in colpa. Programmare una pausa dopo un evento impegnativo è un modo di prenderti cura di te, non una debolezza.
Crea angoli di calma
Un luogo silenzioso in casa, una passeggiata da solo, le cuffie in un ambiente rumoroso: piccoli rifugi che permettono al sistema di recuperare.
Distingui le tue emozioni da quelle degli altri
Chi è molto empatico tende ad assorbire l’umore di chi gli sta intorno. Chiederti “questa emozione è mia o l’ho presa da qualcun altro?” aiuta a non portarti addosso pesi che non ti appartengono. Ne parliamo anche nell’articolo sulla regolazione emotiva.
Spiega di cosa hai bisogno
Dire con semplicità “ho bisogno di un’ora tranquilla” o “preferisco un posto meno affollato” aiuta gli altri a capirti e riduce i malintesi.
Quando chiedere un parere
L’alta sensibilità in sé non richiede cure. Se però ti senti sopraffatto per lunghi periodi, se la stanchezza o l’umore basso durano da settimane, o se fai fatica a gestire la vita quotidiana, parlane con il tuo medico di base o con un professionista della salute mentale. Per parlare con qualcuno subito c’è Telefono Amico Italia al 02 2327 2327; in caso di pericolo, chiama il 112.
Domande frequenti sulle persone altamente sensibili
Essere una persona altamente sensibile è un disturbo?
No. È un tratto del temperamento, non una malattia né una diagnosi. Descrive un modo più profondo e intenso di elaborare stimoli ed emozioni.
Quante sono le persone altamente sensibili?
Secondo le stime di Elaine Aron, circa il 15-20% delle persone, quindi più o meno una su cinque.
Si nasce altamente sensibili?
Si considera un tratto con una base biologica, presente fin dall’infanzia. Le esperienze di vita e l’ambiente influenzano però il modo in cui lo si vive.
Si può smettere di essere altamente sensibili?
No, perché non è un problema da risolvere. Quello che cambia è il rapporto con la propria sensibilità: si può imparare a dosare gli stimoli e a valorizzare i propri punti di forza.
Trovi il quadro completo nella pagina sull’intelligenza emotiva. Informazioni affidabili sulla salute sono disponibili su ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.