Un attacco d’ansia è un’ondata improvvisa di paura o di malessere, accompagnata da sintomi fisici forti: batticuore, respiro corto, vertigini, nodo alla gola. Sale in pochi minuti, raggiunge un picco e poi scende da solo. Fa molta paura, ma non è pericoloso.
Che cos’è un attacco d’ansia
Durante un attacco d’ansia il corpo accende il suo sistema d’allarme, quello che ci prepara a scappare o a difenderci, senza che davanti a te ci sia un pericolo reale. È questo a renderlo così disorientante: senti una minaccia enorme e, guardandoti intorno, non c’è niente da cui fuggire.
La cosa più importante da sapere sta in una frase: per quanto sia spaventoso, un attacco d’ansia non ti farà del male. È il tuo sistema di protezione che scatta nel momento sbagliato, non un organo che cede.
I sintomi di un attacco d’ansia
Di solito compaiono insieme, e in fretta:
Cuore che batte forte o accelera
Respiro corto, fame d’aria, sensazione di soffocare
Peso, costrizione o dolore al petto
Vertigini, gambe molli, sensazione di irrealtà
Formicolii, tremori, sudore, vampate di caldo o brividi
Paura intensa, a volte di perdere il controllo o che stia per succedere qualcosa di grave
Sono esattamente i sintomi della risposta d’allarme del corpo. Impressionano, ma non sono pericolosi e si esauriscono da soli. Li trovi descritti uno per uno nell’articolo sui sintomi dell’ansia.
Cosa fare durante un attacco d’ansia
Non si tratta di farlo sparire a forza, ma di accompagnarlo finché non scende. Questi gesti possono aiutare:
Ricordati che cos’è. Dirti “è un attacco d’ansia, è intenso ma non è pericoloso” gli toglie già un po’ di forza.
Rallenta il respiro e allunga l’espirazione. Inspira contando fino a quattro, espira contando fino a sei. È l’espirazione lunga a frenare l’allarme.
Torna ai sensi. Nomina cinque cose che vedi, quattro che senti, tre che tocchi. Riportare l’attenzione al presente interrompe la spirale della paura.
Se puoi, non scappare dal luogo. Fuggire fa stare meglio sul momento, ma insegna al cervello che quel posto era pericoloso, e prepara il terreno all’attacco successivo.
Lascia passare l’onda. Non combatterla: i sintomi salgono, toccano il picco e poi scendono.
Attacco d’ansia o attacco di panico?
Nel linguaggio di tutti i giorni le due espressioni si usano spesso come sinonimi, e descrivono un’esperienza molto simile. In ambito clinico si parla di attacco di panico quando la crisi arriva in modo particolarmente improvviso e intenso, a volte senza un motivo apparente, mentre “attacco d’ansia” è un’espressione più ampia, usata anche per ondate legate a una preoccupazione precisa. Sul momento, il modo di attraversarla è lo stesso. Se vuoi approfondire, trovi la pagina sugli attacchi di panico e una guida su cosa fare durante un attacco di panico.
Quanto dura un attacco d’ansia
Il picco più intenso dura in genere pochi minuti, spesso meno di dieci, poi l’intensità cala. Una sensazione di stanchezza o di tensione può restare più a lungo, anche per qualche ora. I sintomi non restano al massimo all’infinito: il corpo non può mantenere quello stato a lungo.
Dopo l’attacco
Quando l’onda si ritira è normale sentirsi svuotati e ancora un po’ scossi, con il timore che ricominci. Proprio questa paura del ritorno è uno dei motori che mantengono il problema: restare sempre in ascolto dei segnali del corpo rende più probabile che l’allarme riparta. Saperlo aiuta a non vivere in uno stato di guardia continuo. Se le ondate tornano spesso, l’articolo su come calmare l’ansia raccoglie anche le abitudini che abbassano il livello di fondo.
Quando chiedere aiuto
Se è la prima volta e hai un dolore al petto forte, o un dubbio sulla causa, chiama il 118 o il 112: è sempre giusto farsi controllare per escludere un problema fisico. Un singolo attacco non richiede per forza delle cure, ma è utile parlarne con il tuo medico di base se gli attacchi si ripetono, se cominci a evitare luoghi o situazioni per paura che tornino, o se pesano sulla tua vita quotidiana. Il medico può indirizzarti a un professionista della salute mentale o al Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL.
Se hai bisogno di parlare con qualcuno, Telefono Amico Italia risponde allo 02 2327 2327, 24 ore su 24, e Samaritans Onlus allo 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.
Domande frequenti sull’attacco d’ansia
Un attacco d’ansia può essere pericoloso?
No. I sintomi sono intensi, ma corrispondono alla risposta d’allarme del corpo e non lo danneggiano. Il cuore che corre o il respiro corto spaventano, ma durante un attacco d’ansia non sono il segno che stia per succederti qualcosa di grave. Se però è la prima volta e hai dubbi, farti visitare è sempre la scelta giusta.
Quanto dura un attacco d’ansia?
Il picco dura di solito pochi minuti, poi l’intensità scende. Stanchezza e tensione possono durare di più. I sintomi salgono, raggiungono un massimo e calano da soli.
Come fermare un attacco d’ansia velocemente?
Più che fermarlo, si tratta di accompagnarlo. Respira lentamente allungando l’espirazione, porta l’attenzione a ciò che vedi e senti, ricordati che è intenso ma non pericoloso e, se puoi, non scappare. Combattere l’onda tende ad allungarla; lasciarla passare la rende più breve.
Si può avere un attacco d’ansia di notte?
Sì, capita di svegliarsi con il cuore in gola e il respiro corto. Valgono gli stessi gesti: respiro lento, attenzione ai sensi, nessuna lotta per riaddormentarti a tutti i costi. Se succede spesso, parlane con il medico.
Trovi il quadro completo nella pagina sull’ansia. Informazioni affidabili sulla salute, in italiano, sono su ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.