Ansia sociale: cos’è, sintomi e quando chiedere aiuto
L’ansia sociale è più della timidezza: è la paura intensa di essere giudicati, che porta a evitare le situazioni. Come si riconosce, cosa la mantiene e a chi rivolgersi.
Jevgeni Nietosniitty, esperienza in psicologia··5 min di lettura
L’ansia sociale è la paura intensa e persistente di essere osservati, giudicati o messi in imbarazzo nelle situazioni in cui gli altri possono guardarti. Si chiama anche fobia sociale o disturbo d’ansia sociale. Non è mancanza di carattere: è il sistema d’allarme che tratta lo sguardo degli altri come una minaccia.
Che cos’è l’ansia sociale
Parlare in una riunione, entrare in una stanza dove gli altri sono già seduti, mangiare davanti a qualcuno, fare una telefonata, conoscere persone nuove: sono momenti normali, ma per chi vive l’ansia sociale diventano fonte di una paura vera, con il timore di fare brutta figura o di far vedere il proprio disagio. Spesso compare nell’adolescenza e, se nessuno se ne accorge, può accompagnare una persona per anni, restringendo a poco a poco le sue scelte.
Ansia sociale o timidezza?
La timidezza è un tratto del carattere: si è riservati, ci si mette un po’ a sentirsi a proprio agio, ma questo non impedisce di vivere. L’ansia sociale va oltre. La paura è intensa, porta con sé sintomi fisici forti e soprattutto spinge a evitare le situazioni o ad attraversarle con grande sofferenza. A fare la differenza sono l’evitamento e il peso sulla vita quotidiana, non il semplice riserbo.
I sintomi dell’ansia sociale
Paura di essere giudicati, di sembrare ridicoli o inadeguati
Rossore, tremori, sudore, voce che trema, batticuore
Rimuginare per giorni prima di un evento
Ripensare dopo a ogni parola detta e a ogni gesto fatto, cercando l’errore
Evitare le situazioni sociali, o affrontarle solo con delle “protezioni”: preparare le frasi, stare vicino all’uscita, tenere il telefono in mano
Molti di questi segni sono gli stessi dell’ansia in generale, descritti nell’articolo sui sintomi dell’ansia.
Cosa la mantiene
L’ansia sociale si nutre soprattutto di evitamento. Rinunciare a una situazione temuta fa stare meglio sul momento, ma conferma al cervello che era pericolosa e rende più difficile la successiva. Le “protezioni” funzionano allo stesso modo: impediscono di scoprire che la situazione sarebbe andata bene anche senza. Infine, l’attenzione rivolta a sé stessi, a controllare ogni segnale di disagio, amplifica l’ansia invece di calmarla.
Cosa può aiutare nella vita di tutti i giorni
Esporsi a piccoli passi invece di evitare: una domanda al bar, un intervento breve in riunione.
Lasciare andare un po’ alla volta le “protezioni”, per vedere cosa succede senza.
Spostare l’attenzione da sé alla conversazione e all’altra persona.
Ricordare che gli altri notano il nostro disagio molto meno di quanto immaginiamo.
Le risorse generali dell’articolo come calmare l’ansia valgono anche qui, soprattutto per i momenti che precedono un evento.
Come si cura
Per il disturbo d’ansia sociale esistono trattamenti riconosciuti. La psicoterapia cognitivo-comportamentale, che lavora sui pensieri legati al giudizio e propone un’esposizione graduale alle situazioni temute, è tra gli approcci più studiati. In alcuni casi il medico può valutare anche dei farmaci. Quale strada sia adatta si decide con un professionista.
I test online sull’ansia sociale
In rete si trovano molti questionari sull’ansia sociale. Possono aiutarti a mettere a fuoco quello che provi, ma non fanno una diagnosi e non tengono conto della tua storia. Se il risultato ti preoccupa, o se ti riconosci in questa pagina, il passo giusto è parlarne con un professionista.
Quando chiedere aiuto
Se la paura del giudizio ti fa evitare situazioni importanti, frena la tua vita sociale, lo studio o il lavoro, o ti fa soffrire molto, parlane con il tuo medico di base o con un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta. Puoi rivolgerti anche al Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL. Per i più giovani, anche il consultorio può essere un primo punto di riferimento.
Se ti senti in pericolo, chiama il 112. Se hai bisogno di parlare con qualcuno, Telefono Amico Italia risponde allo 02 2327 2327, 24 ore su 24, e Samaritans Onlus allo 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22. Bambini e ragazzi possono chiamare Telefono Azzurro al 19696.
Domande frequenti sull’ansia sociale
Ansia sociale e fobia sociale sono la stessa cosa?
Sì, sono due nomi per la stessa condizione. Nei manuali diagnostici oggi si parla di disturbo d’ansia sociale; “fobia sociale” è il termine più vecchio, ancora molto usato.
Dall’ansia sociale si può uscire?
Molte persone vedono le cose cambiare con un aiuto adeguato e con la pratica graduale delle situazioni temute. Tempi e modi sono diversi per ognuno: per questo conviene non restare da soli e chiedere aiuto presto.
Come capire se è timidezza o ansia sociale?
La domanda chiave è quanto pesa. Se la paura ti porta a evitare cose importanti o a viverle con grande sofferenza, è più di timidezza, e vale la pena parlarne con un professionista.
L’ansia sociale può comparire da adulti?
Di solito inizia nell’adolescenza, ma può diventare evidente più tardi, per esempio dopo un cambio di lavoro o un periodo di isolamento. Non è mai troppo tardi per chiedere aiuto.
Trovi il quadro completo nella pagina sull’ansia e, se la paura riguarda soprattutto i momenti in cui devi dare il meglio, l’articolo sull’ansia da prestazione. Informazioni affidabili sulla salute, in italiano, sono su ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.