Vivere con la misofonia: strategie concrete per ogni giorno
La misofonia non si vince con la forza di volontà, ma il suo peso si può ridurre. Strategie concrete per gestire i suoni, abbassare la reazione e parlarne con chi ti sta vicino.
Jevgeni Nietosniitty, esperienza in psicologia··5 min di lettura
Vivere con la misofonia non significa imparare a “sopportare” un po’ di più. La reazione è automatica e involontaria: sforzarti di ignorare il suono funziona poco, così come non si può decidere di non sentire dolore. Convivere meglio con la misofonia vuol dire piuttosto ridurre l’esposizione dove possibile, abbassare la reazione quando sale e organizzarti con le persone vicine perché i suoni scatenanti pesino meno.
Non è una questione di volontà
Il primo passo è lasciar andare l’idea di doverci riuscire con la forza di volontà. La misofonia scatena una reazione del sistema nervoso, non una scelta. Rimproverarti per come reagisci aggiunge solo disagio al disagio. Partire da qui, senza sensi di colpa, rende più semplici tutte le altre strategie. L’obiettivo non è diventare insensibile ai suoni, ma ritrovare un po’ di margine, un passo alla volta.
Gestire l’esposizione ai suoni
Un rumore di fondo. Un suono morbido e regolare, come un ventilatore, il rumore bianco o una musica tranquilla, può coprire il suono scatenante. Per molte persone un sottofondo costante è meglio del silenzio totale, in cui ogni piccolo rumore risalta.
Cuffie o tappi. Usarli nelle situazioni più difficili, al lavoro, in treno o in biblioteca, dà una sensazione di controllo e una via d’uscita veloce.
Scegli il posto. A tavola o in una sala, sederti lontano dalla fonte del suono o vicino a un’uscita riduce l’intensità e la sensazione di essere in trappola.
Quando la testa è piena e l’irritazione si accumula, può servire uno spazio tranquillo per fermarti un attimo e mettere ordine in quello che provi.
Visto che la misofonia accende una reazione d’allarme, aiutano gli strumenti che abbassano l’attivazione del corpo:
Respira lentamente, allungando l’espirazione, quando senti l’irritazione salire.
Allontanati per un momento, se puoi. Una breve pausa, un bicchiere d’acqua, un’altra stanza interrompono l’escalation.
Non punirti per la reazione. Ricordarti che è involontaria evita che cresca; il senso di colpa la alimenta.
Parlarne in famiglia e con il partner
Una delle parti più difficili della misofonia è il conflitto con chi ti sta vicino, che spesso non capisce come un suono così piccolo possa provocare una reazione così grande. Parlarne con calma, in un momento tranquillo, cambia molto:
Presentala per quello che è: una reazione automatica, non una critica nei loro confronti né un capriccio.
Proponi accordi piccoli e concreti, come un po’ di musica durante i pasti, invece di divieti che creano tensione.
Riconosci i loro sforzi quando ne tengono conto: così i cambiamenti durano di più.
Preparare prima come dirlo, senza accusare, spesso fa la differenza tra una conversazione che avvicina e una che divide.
Al lavoro e a scuola
In ufficio o in classe i margini sono più stretti, ma qualcosa si può fare: chiedere una postazione più tranquilla, usare le cuffie durante il lavoro individuale, concordare pause brevi. Per bambini e ragazzi, parlare con gli insegnanti aiuta a trovare soluzioni semplici, come un banco lontano da certi rumori.
Prenderti cura del livello di fondo
La misofonia si tollera peggio quando sei sotto stress, dormi poco o la stanchezza si accumula, perché il sistema d’allarme parte già più sensibile. Avere cura del sonno, del carico quotidiano e dei momenti di pausa non cancella la reazione, ma può alzare la soglia oltre la quale scatta. Se tendi a vivere tutto con grande intensità, può interessarti anche l’articolo sulle persone altamente sensibili.
Misofonia: esiste una cura?
Oggi non esiste una cura riconosciuta per la misofonia. La ricerca sta studiando diversi approcci: tra questi la psicoterapia cognitivo-comportamentale, che lavora sulla reazione emotiva e sui pensieri legati ai suoni, e alcuni approcci sonori nati dal lavoro sugli acufeni. Sono strade ancora in fase di studio, quindi diffida di chi promette di “guarire” la misofonia. Un professionista della salute mentale e un audiologo possono aiutarti a capire cosa ha senso nel tuo caso.
Quando chiedere aiuto
Se la misofonia ti porta a evitare situazioni, mette a dura prova le relazioni o ti fa stare molto male, parlane con il tuo medico di base. Cercare aiuto non vuol dire drammatizzare un problema di rumori: vuol dire prendere sul serio l’effetto che ha sulla tua vita. Se ti senti in grande difficoltà, Telefono Amico Italia risponde allo 02 2327 2327, 24 ore su 24, e Samaritans Onlus allo 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22; in caso di pericolo chiama il 112.
Domande frequenti su come vivere con la misofonia
I tappi per le orecchie peggiorano la misofonia?
È un punto discusso: usarli sempre potrebbe, in teoria, rendere più sensibili ai suoni. In pratica sono molto utili in situazioni precise e difficili, ma è meglio non dipenderne in ogni momento e alternarli a un rumore di fondo e alle altre strategie. Nel dubbio, chiedi a un audiologo.
Come spiegare la misofonia alla famiglia?
Presentala come una reazione automatica e non come una critica, proponi piccoli accordi concreti invece di divieti e riconosci gli sforzi degli altri. Scegliere un momento tranquillo, lontano dai pasti, aiuta la conversazione ad avvicinare invece di dividere.
Cosa fare quando la reazione sale all’improvviso?
Respira lentamente allungando l’espirazione, allontanati per un momento se puoi e ricordati che la reazione è involontaria. Sono gesti semplici, che interrompono l’escalation ed evitano di aggiungere senso di colpa al fastidio.
A chi rivolgersi per la misofonia?
Il primo passo è il medico di base. Per l’udito e per escludere l’iperacusia ci sono l’otorinolaringoiatra e l’audiologo; per la reazione emotiva e il suo peso sulla vita quotidiana, un professionista della salute mentale.
Trovi il quadro completo nella pagina sulla misofonia e una spiegazione di sintomi e cause in misofonia: cos’è. Informazioni affidabili sulla salute, in italiano, sono su ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.