Le cause dell’insonnia: perché non riesci a dormire

L’insonnia raramente ha una causa sola. Stress, abitudini, ambiente e condizioni mediche si intrecciano, e spesso ciò che la fa iniziare non è ciò che la fa durare. Ecco le cause più comuni.

Quando le notti diventano difficili, la prima domanda è: perché? Le cause dell’insonnia sono di solito più di una, e si intrecciano. Un periodo di stress, un orario di lavoro cambiato, un dolore, qualche abitudine serale: presi da soli possono sembrare poco, insieme bastano a spezzare il ritmo del sonno. Capire quali fattori sono in gioco nel tuo caso aiuta a scegliere da dove partire, da solo o insieme al medico.

Le cause più comuni

Stress e preoccupazioni

È la causa più frequente dell’insonnia passeggera. Una scadenza, un problema in famiglia, un cambiamento importante tengono il corpo in uno stato di allerta che non si spegne all’ora di andare a letto. Il sonno ha bisogno di una certa sensazione di sicurezza, e quando la mente continua a sorvegliare i problemi addormentarsi diventa difficile.

Ansia e umore

Ansia e insonnia si alimentano a vicenda: l’ansia tiene svegli, e dormire male rende più vulnerabili all’ansia il giorno dopo. Anche l’umore basso può accompagnarsi a disturbi del sonno, in particolare ai risvegli molto precoci. Se ti riconosci in questo quadro, puoi approfondire nella pagina sull’ansia e parlarne con il tuo medico.

Orari irregolari e turni

L’orologio interno ama la regolarità. Orari di sonno che cambiano molto tra i giorni feriali e il fine settimana, il lavoro su turni, i viaggi con fuso orario o le serate molto tardi possono spostarlo, rendendo difficile addormentarsi quando vorresti.

Caffeina, alcol e nicotina

La caffeina resta in circolo per molte ore, anche se non te ne accorgi. L’alcol può aiutare a prendere sonno all’inizio, ma rende la seconda parte della notte più leggera e frammentata. Anche la nicotina è uno stimolante.

Schermi e luce la sera

La luce intensa nelle ultime ore della giornata, compresa quella di telefoni e tablet, ritarda il segnale del sonno. A questo si aggiunge l’effetto dei contenuti: messaggi, notizie e social tengono la mente attiva proprio quando dovrebbe rallentare.

L’ambiente della camera

Una camera troppo calda, rumorosa o luminosa, un materasso scomodo, un partner che russa o un animale che si muove nel letto possono rendere il sonno più leggero e interrotto.

Condizioni mediche e farmaci

Molti problemi di salute possono disturbare il sonno: dolore cronico, reflusso, problemi alla tiroide, difficoltà respiratorie, la necessità di urinare spesso di notte, la sindrome delle gambe senza riposo. Anche alcuni farmaci possono avere effetti sul sonno. Non sospendere né modificare una terapia farmacologica da solo: se pensi che un farmaco disturbi il tuo sonno, parlane con il medico o con il farmacista.

Russamento e apnee notturne

Le apnee notturne sono pause del respiro durante il sonno, spesso accompagnate da un russamento forte. Possono causare risvegli frequenti, un sonno poco riposante e molta sonnolenza di giorno. Se chi dorme con te nota che russi molto o smetti di respirare per qualche secondo, o se ti svegli senza fiato o con mal di testa, parlane con il tuo medico di base: le apnee vanno valutate.

Fasi della vita

Il sonno cambia nel corso della vita. In gravidanza, in menopausa e con l’avanzare dell’età è comune dormire in modo più leggero o svegliarsi più spesso. Non significa che le difficoltà vadano accettate senza parlarne: il medico può aiutarti a capire cosa è normale e cosa no.

Ciò che la fa iniziare non è ciò che la fa durare

Una delle cose più utili da sapere sull’insonnia è che, spesso, la causa iniziale non è quella che la mantiene. Un periodo di stress fa iniziare le notti difficili; lo stress passa, ma l’insonnia resta. Perché?

Perché nel frattempo si è creato un circolo. Dormire male porta a preoccuparsi del sonno, la preoccupazione aumenta la tensione la sera, e la tensione rende più difficile addormentarsi. A questo si aggiungono abitudini nate per compensare: restare a letto più a lungo, fare lunghi pisolini, andare a dormire molto presto. Sono comprensibili, ma indeboliscono il legame tra letto e sonno.

Per questo, quando l’insonnia dura da tempo, non basta cercare la causa iniziale. La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia, indicata dalle linee guida europee come trattamento di prima scelta per l’insonnia cronica, lavora proprio su questo circolo: sugli orari, sulle abitudini intorno al letto e sui pensieri legati al sonno. È condotta da professionisti formati. Alcune abitudini di base, che puoi provare già da subito, sono raccolte in come addormentarsi velocemente.

Quando rivolgersi al medico

Parlane con il tuo medico di base se l’insonnia dura da più di qualche settimana, se pesa sulle tue giornate, se si accompagna a umore basso o forte ansia, o se ci sono segnali di apnee notturne. Il medico può valutare le possibili cause fisiche, rivedere i farmaci che prendi e indirizzarti, se serve, a un centro per i disturbi del sonno, a un professionista della salute mentale o al Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL. Prima di prendere qualsiasi prodotto per dormire, anche da banco o “naturale”, chiedi al medico o al farmacista.

Se le notti difficili portano pensieri molto cupi, in caso di pericolo immediato chiama il 112. Per parlare con qualcuno, Telefono Amico Italia risponde allo 02 2327 2327, tutti i giorni 24 ore su 24.

Domande frequenti sulle cause dell’insonnia

Qual è la causa più comune dell’insonnia?

Per l’insonnia passeggera, lo stress e le preoccupazioni. Per l’insonnia che dura da mesi, di solito c’è una combinazione di fattori, e spesso il circolo di tensione e abitudini intorno al sonno conta quanto la causa iniziale.

L’insonnia può dipendere da una carenza?

In alcuni casi il medico può verificare con degli esami se ci sono carenze o condizioni che disturbano il sonno, per esempio legate alla sindrome delle gambe senza riposo. Non è il caso di provare integratori da soli: parlane prima con il medico o con il farmacista.

Perché mi sveglio sempre alla stessa ora?

Il sonno è fatto di cicli, e alla fine di ognuno è normale un breve risveglio. Se in quel momento la mente si aggancia a una preoccupazione, riaddormentarsi diventa difficile. Se succede spesso, ne parliamo nell’articolo non riesco a dormire.

Trovi il quadro completo nella pagina sull’insonnia. Informazioni affidabili sulla salute sono disponibili sul sito del Ministero della Salute e su ISSalute.

Nota

Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.

Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.

Jevgeni Nietosniitty

Autore

Jevgeni Nietosniitty

Ha una lunga esperienza nel campo della psicologia, con un focus su autostima e ansia. In oltre 15 anni ha scritto, tenuto corsi di formazione e lavorato con le persone sui temi del benessere emotivo; ha pubblicato diversi libri sull’argomento e lavora nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni con la sua società finlandese Mentis Aurum. È certificato per l’uso di test cognitivi attitudinali e di test di personalità in ambito lavorativo.