Come aumentare l’autostima e la fiducia in se stessi
Aumentare l’autostima non significa convincersi di essere perfetti, ma cambiare piano piano il modo in cui ti tratti. Passi concreti per costruire fiducia in se stessi nella vita di tutti i giorni.
Jevgeni Nietosniitty, esperienza in psicologia··5 min di lettura
Quando ci si chiede come aumentare l’autostima, spesso si immagina di dover arrivare a sentirsi sicuri, brillanti, sempre a proprio agio. In realtà un’autostima solida, e con lei la fiducia in se stessi, è qualcosa di più semplice e più stabile: è la capacità di trattarti con rispetto anche quando sbagli, di riconoscere i tuoi limiti senza crollare e i tuoi meriti senza bisogno di continue conferme.
Per questo non funzionano le frasi motivazionali ripetute allo specchio, se dentro non ci credi. L’autostima cresce con l’esperienza e con l’abitudine: cambiando, un passo alla volta, il modo in cui ti parli e ti comporti con te.
Autostima e fiducia in se stessi
La fiducia in se stessi è la convinzione di poter affrontare una situazione specifica: parlare in pubblico, imparare una cosa nuova, gestire un conflitto. Può essere alta in un campo e bassa in un altro. L’autostima è più profonda: è il valore che ti riconosci come persona, indipendentemente dai risultati. Le due si alimentano a vicenda. Ogni volta che fai qualcosa che temevi, la fiducia cresce; e un’autostima più solida rende la fiducia meno fragile, perché un errore non mette più in discussione tutto quello che sei.
Se ti riconosci nei segnali di una bassa autostima, le pratiche che seguono sono un buon punto di partenza.
Otto passi concreti per aumentare l’autostima
1. Ascolta la tua voce interiore
Per qualche giorno, prova a notare come ti parli quando qualcosa va storto. Spesso è una voce dura, che generalizza: “sei sempre il solito”, “non ne combini una giusta”. Non devi zittirla subito: basta accorgersene. Ciò che vedi, puoi cominciare a cambiarlo.
2. Parlati come parleresti a un amico
Quando arriva la critica, chiediti: lo direi così a una persona a cui voglio bene? Poi prova a riformulare. Non in modo falsamente positivo, ma giusto: “Oggi è andata male, ero stanco e ho fatto quello che potevo”.
3. Mantieni piccoli impegni con te
La fiducia in se stessi nasce dall’affidabilità verso di sé. Scegli impegni piccoli e realistici, una passeggiata, dieci minuti di lettura, una telefonata rimandata, e mantienili. Ogni promessa mantenuta è una prova concreta che puoi contare su di te.
4. Impara a dire di no
Ogni sì detto per paura di deludere toglie un po’ di spazio a te. Un confine detto con calma, “questa volta non riesco”, non è egoismo: è un modo per ricordarti che anche i tuoi bisogni contano.
Cambiare il modo in cui ti parli è più facile quando hai uno spazio per riflettere e qualche esercizio pratico da provare nella vita di tutti i giorni.
Tieni un quaderno o una nota sul telefono in cui annoti, ogni sera, una cosa che hai fatto bene o di cui sei soddisfatto, anche piccola. Nei giorni di dubbio la memoria ricorda solo gli errori; un elenco scritto ti restituisce un’immagine più fedele.
6. Riduci i confronti
Il confronto con gli altri, soprattutto sui social, mette a paragone la tua vita intera con i momenti migliori di qualcun altro. Se ti accorgi che certi profili ti lasciano peggio di prima, puoi silenziarli. Il confronto più utile è con te stesso di qualche mese fa.
7. Esci un poco dalla zona di comfort
Evitare ciò che spaventa dà sollievo nel momento, ma conferma l’idea di non esserne capace. Scegli una sfida piccola e gestibile, falla anche con il timore, e poi fermati a guardare com’è andata davvero.
8. Circondati di relazioni che ti rispettano
L’autostima non si costruisce da soli. Le persone che ti ascoltano e ti trattano con rispetto ti aiutano a vederti con occhi più giusti; quelle che ti svalutano di continuo la erodono. Se ti accorgi di restare in un legame che ti fa sentire sempre più piccolo, può esserti utile leggere della relazione tossica.
Cosa non aiuta
Alcune strategie sembrano utili ma tengono l’autostima appesa a qualcosa di esterno: cercare il successo a ogni costo per sentirsi finalmente all’altezza, inseguire i complimenti, puntare sulla perfezione. Funzionano finché le cose vanno bene, poi lasciano più vulnerabili di prima. Anche la sensazione di essere “un impostore” nonostante i risultati è un segnale che il valore è ancora legato alla prestazione: ne parliamo in sindrome dell’impostore.
Domande frequenti su come aumentare l’autostima
Quanto tempo serve per aumentare l’autostima?
Non c’è una durata fissa, e diffida di chi promette risultati in pochi giorni. Si tratta di cambiare abitudini radicate, quindi i cambiamenti arrivano per gradi, spesso con alti e bassi. Ciò che conta è la costanza dei piccoli passi.
Si può aumentare l’autostima da soli?
Molto si può fare in autonomia, con la pratica quotidiana e l’attenzione al modo in cui ti tratti. Se però la voce critica è molto forte, se l’insicurezza ti blocca in ambiti importanti o se ti senti giù da tempo, un professionista della salute mentale può accompagnarti con più profondità. Il tuo medico di base può indicarti a chi rivolgerti.
Che differenza c’è tra autostima e amor proprio?
Nel linguaggio di tutti i giorni si usano quasi come sinonimi. Amor proprio sottolinea il volersi bene e il non lasciarsi calpestare; autostima indica più in generale il valore che ti riconosci. In entrambi i casi, il punto di partenza è lo stesso: trattarti con rispetto.
Avere un’autostima alta significa sentirsi superiori?
No. Chi ha bisogno di sentirsi superiore agli altri ha spesso un’autostima fragile che si difende. Un’autostima sana non ha bisogno di sminuire nessuno: ti permette di riconoscere i tuoi pregi e i tuoi limiti con la stessa tranquillità.
Trovi il quadro completo nella pagina dedicata all’autostima. Per informazioni affidabili sulla salute mentale puoi consultare ISSalute, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
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