Bassa autostima e insicurezza: segnali, cause e cosa aiuta

La bassa autostima non è un difetto di carattere, ma un modo di trattarsi imparato nel tempo. Come riconoscerla, da dove nasce l’insicurezza e da dove si può ripartire.

La bassa autostima è un modo di guardarsi in cui il proprio valore sembra sempre in discussione. Non riguarda tanto ciò che sai fare, quanto il modo in cui ti tratti: la voce con cui ti parli quando sbagli, quanto spazio ti concedi, quanto credi di meritare attenzione, rispetto e affetto.

Non è un difetto di carattere né una condanna. È un’abitudine interiore che si è formata nel tempo, spesso molto presto, e che proprio per questo si può cambiare. Avere una bassa autostima non significa essere fragili in tutto: molte persone sono capaci, apprezzate e piene di impegni, eppure dentro si sentono sempre un passo indietro.

Insicurezza e bassa autostima: che differenza c’è

Le due parole si usano spesso come sinonimi, ma non coincidono. L’insicurezza è il dubbio che si accende in una situazione precisa: un colloquio di lavoro, un appuntamento, una riunione in cui devi prendere la parola. È umana e capita a tutti. La bassa autostima è più di fondo: è la convinzione, spesso silenziosa, di valere meno degli altri. Quando è bassa, l’insicurezza diventa il clima abituale invece che un momento passeggero.

I segnali della bassa autostima

Quelli che in rete vengono chiamati “sintomi” della bassa autostima sono in realtà abitudini e reazioni ricorrenti. Alcuni segnali frequenti:

  • Una voce interiore molto critica. Ti rimproveri con parole che non useresti mai con una persona a cui vuoi bene.
  • Il bisogno di approvazione. Ti senti bene solo se gli altri confermano che va bene.
  • La fatica a dire di no. Accontentare gli altri ti sembra più sicuro che deluderli.
  • Il confronto costante. Gli altri sembrano sempre più belli, più bravi, più avanti.
  • Sminuire i risultati. Quando qualcosa va bene è stata fortuna; quando va male è colpa tua.
  • Evitare. Rinunci a occasioni, conversazioni o progetti per non rischiare di sbagliare.
  • Il perfezionismo. Alzare l’asticella al punto che nulla è mai abbastanza.

Quando il dubbio riguarda soprattutto i successi, e la paura è di “essere scoperto”, si parla spesso di sindrome dell’impostore.

Accorgerti di come ti parli è il primo passo per cambiarlo. Uno spazio tranquillo per riflettere, quando ne hai bisogno, può aiutarti a vedere più chiaro.

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Da dove nasce la bassa autostima

L’autostima si costruisce soprattutto nelle relazioni. Da bambini impariamo quanto valiamo da come veniamo guardati: se l’affetto sembrava dipendere dai voti, dal comportarsi bene o dal non dare fastidio, è facile crescere con l’idea che il proprio valore vada guadagnato ogni giorno. Anche critiche frequenti, confronti con fratelli o compagni, prese in giro a scuola o un ambiente in cui le emozioni non trovavano spazio lasciano il segno.

Poi c’è la vita adulta. Una relazione che svaluta, un lavoro in cui non ti senti mai riconosciuto, una perdita o un periodo di grande stress possono incrinare anche un’autostima che sembrava solida. Capire da dove viene non serve a cercare colpevoli, ma a smettere di considerare quella voce critica come la verità su di te: è qualcosa che hai imparato, e ciò che si impara si può anche disimparare.

Come pesa sulle relazioni e sul lavoro

Con una bassa autostima si tende ad accontentarsi di meno di quanto si meriterebbe. Nelle relazioni può voler dire restare in legami che fanno male, avere paura di essere lasciati o faticare a chiedere ciò di cui hai bisogno; a volte apre la strada alla dipendenza affettiva. Al lavoro può voler dire non candidarsi, non chiedere un aumento, lavorare il doppio per sentirsi appena sufficienti. Riconoscere questi schemi aiuta a vederli per quello che sono: abitudini, non destino.

Da dove ripartire

Non serve convincersi di essere straordinari. Serve, piano piano, cambiare il modo in cui ti tratti: notare la voce critica, risponderle con più gentilezza, porre piccoli confini, accumulare esperienze che ti mostrano che puoi contare su di te. Trovi idee concrete ed esercizi per la vita di tutti i giorni in come aumentare l’autostima.

Se insieme all’insicurezza noti un umore basso che non passa, una stanchezza costante o la sensazione che niente abbia più senso, è importante parlarne con il tuo medico di base o con un professionista della salute mentale. Puoi rivolgerti anche al Centro di Salute Mentale (CSM) della tua ASL. Nei momenti più difficili, Telefono Amico Italia risponde allo 02 2327 2327, 24 ore su 24; in caso di pericolo chiama il 112.

Domande frequenti sulla bassa autostima

La bassa autostima si può cambiare da adulti?

Sì. L’autostima non è un tratto fisso con cui si nasce: si forma nelle esperienze e continua a modificarsi per tutta la vita. Cambiare richiede tempo e pratica, ma non esiste un’età oltre la quale non sia più possibile.

Bassa autostima e timidezza sono la stessa cosa?

No. La timidezza è un disagio nelle situazioni sociali, soprattutto con persone nuove, e può convivere con una buona stima di sé. La bassa autostima riguarda il valore che ti riconosci, e si può avere anche essendo molto estroversi.

Perché le persone con bassa autostima cercano sempre conferme?

Perché quando il valore personale non poggia su una base interna, lo si va a cercare fuori: nell’approvazione, nei complimenti, nella disponibilità degli altri. Ogni conferma dà un sollievo breve, e poi ne serve un’altra. Rafforzare la base interna rende questo bisogno meno urgente.

Quando è il caso di chiedere aiuto?

Quando l’insicurezza ti fa rinunciare a cose importanti, ti tiene in relazioni che ti fanno stare male o si accompagna a un malessere che dura da settimane. Il medico di base può essere il primo punto di contatto e indicarti un professionista adatto.

Puoi approfondire l’argomento nella pagina dedicata all’autostima. Informazioni affidabili sulla salute mentale sono disponibili sul sito del Ministero della Salute.

Nota

Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.

Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.

Jevgeni Nietosniitty

Autore

Jevgeni Nietosniitty

Ha una lunga esperienza nel campo della psicologia, con un focus su autostima e ansia. In oltre 15 anni ha scritto, tenuto corsi di formazione e lavorato con le persone sui temi del benessere emotivo; ha pubblicato diversi libri sull’argomento e lavora nella psicologia del lavoro e delle organizzazioni con la sua società finlandese Mentis Aurum. È certificato per l’uso di test cognitivi attitudinali e di test di personalità in ambito lavorativo.