Sentirsi soli in coppia: quando la vicinanza non basta
Si può essere in due e sentirsi soli. I segnali della solitudine affettiva, perché nasce dentro una relazione e come parlarne con il partner senza trasformarlo in un’accusa.
Jevgeni Nietosniitty, esperienza in psicologia··5 min di lettura
Sentirsi soli in coppia è una delle esperienze più difficili da ammettere. Hai qualcuno accanto, condividete la casa, magari i figli e i progetti, eppure senti che manca qualcosa di essenziale: essere visti, ascoltati, cercati. A volte si parla di solitudine affettiva: non la mancanza di una persona, ma la mancanza di un vero contatto con la persona che c’è.
Non è per forza il segno che la relazione sia finita. Spesso è un segnale, come la spia sul cruscotto di un’auto: dice che qualcosa ha bisogno di attenzione.
I segnali della solitudine affettiva
Parlate quasi solo di cose pratiche: spesa, bollette, orari.
Quando ti succede qualcosa di importante, il partner non è la prima persona a cui pensi di raccontarlo.
Le serate passano uno accanto all’altra, ognuno con il proprio schermo.
Hai smesso di dire come stai, perché tanto non cambia niente.
Il contatto fisico si è ridotto, o è diventato un’abitudine senza vicinanza.
La solitudine pesa di più quando siete insieme che quando sei fuori casa.
Perché succede
Raramente c’è un unico motivo. Più spesso si sommano cose diverse:
Le fasi della vita. L’arrivo di un figlio, un lavoro che assorbe, la cura di un genitore anziano: il tempo per la coppia si restringe senza che nessuno lo decida.
Le cose non dette. I conflitti evitati per stare tranquilli diventano distanze. Ogni argomento lasciato cadere toglie un pezzo di intimità.
Modi diversi di cercare vicinanza. C’è chi ha bisogno di parlare e chi di fare cose insieme, chi si avvicina nei momenti difficili e chi si chiude. Questi modi hanno spesso radici lontane, e gli stili di attaccamento aiutano a capirli.
Una relazione squilibrata. Se da una parte ci sono controllo, svalutazione o freddezza usata come punizione, la solitudine è un effetto di quella dinamica. In questo caso può esserti utile la pagina sul narcisismo.
Quando non sai da dove cominciare per parlarne, uno spazio per fermarti un attimo e mettere ordine nei pensieri può aiutarti a trovare le parole.
Dire al partner che ti senti solo o sola dentro la coppia può fare paura, perché sembra un’accusa. Si può dirlo in un modo che apre invece di chiudere:
Parla di te, non dell’altro. “Ultimamente sento la tua mancanza” arriva in modo molto diverso da “non ci sei mai”.
Scegli il momento. Non durante una lite, non di corsa. Un momento tranquillo, senza schermi.
Chiedi qualcosa di concreto. “Mi piacerebbe una sera alla settimana solo per noi” è più facile da accogliere di un desiderio vago.
Ascolta anche la sua parte. Spesso la solitudine è condivisa, e anche l’altro la sente senza saperla nominare.
Cosa puoi fare anche per te
Non tutto dipende dalla coppia. Mantenere amicizie, interessi e spazi tuoi non ti allontana dal partner: evita che la relazione debba portare da sola tutto il peso dei tuoi bisogni di vicinanza. Molte delle idee raccolte nell’articolo sentirsi soli valgono anche qui, a partire dai piccoli passi verso le persone a cui tieni.
Quando chiedere aiuto
Se ne avete parlato e la distanza resta, un professionista che lavora con le coppie può aiutarvi a capire cosa si è inceppato. Puoi anche andarci per conto tuo, se l’altra persona non se la sente. Se la solitudine pesa molto o si accompagna a un umore molto basso, parlane con il tuo medico di base.
Se nella relazione ci sono paura, minacce o controllo, la solitudine non è il problema principale: è una situazione di violenza. Il 1522, numero antiviolenza e antistalking, è gratuito e attivo 24 ore su 24. In caso di pericolo immediato chiama il 112. Nelle sere più pesanti Telefono Amico Italia ascolta allo 02 2327 2327.
Domande frequenti sul sentirsi soli in coppia
È normale sentirsi soli in coppia?
Succede a molte persone, soprattutto nei periodi più pieni della vita. Non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te o nel partner: è un segnale che la vicinanza ha bisogno di tempo e attenzione.
Sentirsi soli in coppia vuol dire che la storia è finita?
Non per forza. Spesso è una fase in cui ci si è persi di vista, e parlarne apertamente può riavvicinare. Diverso è se la solitudine nasce da controllo, svalutazione o paura: in quel caso il punto non è la distanza, ma la tua sicurezza.
Come si chiama la solitudine dentro una relazione?
Si parla spesso di solitudine affettiva o di solitudine di coppia. Descrivono la stessa esperienza: avere qualcuno accanto senza sentirsi davvero in contatto con lui o con lei.
Cosa fare se il partner non vuole parlarne?
Puoi dire una volta, con calma, come ti senti e cosa ti piacerebbe, senza insistere. Poi osserva cosa succede nei fatti. Nel frattempo prenditi cura dei tuoi legami e, se la distanza resta, valuta di parlarne con un professionista anche per conto tuo.
Trovi il resto dell’argomento nella pagina sulla solitudine. Informazioni affidabili sulla salute mentale, in italiano, sono disponibili su ISSalute.
Nota
Questo articolo ha uno scopo informativo generale e non sostituisce il parere di un professionista della salute. Se hai sintomi intensi, rivolgiti al tuo medico di base o, in caso di emergenza, chiama il 112.
Se sei in pericolo immediato, chiama il 112. Se hai pensieri di farti del male, puoi chiamare Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, 24 ore su 24.